Che cos'è la geopolitica?

La geopolitica spiega perché la Russia teme la pianura aperta a ovest dei suoi confini, perché un solo stretto vicino all'Iran può far muovere i prezzi del petrolio in tutto il mondo e perché una guerra per Taiwan colpirebbe le fabbriche di ogni paese che dipende dai suoi chip.

La risposta breve

La geopolitica è lo studio di come la geografia (posizione, confini, territorio, mari e risorse naturali) influenza il potere degli Stati e il modo in cui competono tra loro. Cerca di capire perché i paesi si comportano come si comportano, partendo dai dati fisici che non possono cambiare e dalle pressioni strategiche che ne derivano.

Vignetta di James Gillray del 1805: il primo ministro britannico William Pitt e Napoleone tagliano con coltello e sciabola un budino a forma di mappamondo
James Gillray, The Plumb-pudding in Danger, 1805. Metropolitan Museum of Art, New York. Pubblico dominio.

La geopolitica in un paragrafo

La geopolitica studia come il mondo fisico influenza ciò che fanno i paesi e perché competono tra loro. Parte da ciò che un governo non può cambiare: dove si trovano le sue montagne e i suoi fiumi, se ha uno sbocco sul mare, chi sono i suoi vicini, se ha il petrolio o deve comprarlo. La parola unisce il greco «geo» (terra) e «politica» (gli affari dello Stato).

La Russia è l'esempio più chiaro. Mosca si trova nella pianura nordeuropea, una distesa di terra piatta e aperta, senza montagne né mari che la separino dall'Europa occidentale. Gli eserciti hanno usato più volte quella pianura per invadere la Russia: Napoleone nel 1812, la Germania nella prima guerra mondiale e di nuovo la Germania nel 1941. Per via di quella geografia e di quella storia, da secoli Mosca vuole degli Stati cuscinetto tra sé e l'Europa, e vede l'allargamento della NATO verso est come una minaccia. La geopolitica spiega questi interessi e queste pressioni. Non giustifica le decisioni che i leader prendono in risposta.

Due esempi più brevi mostrano la varietà dei casi. La Gran Bretagna è un'isola, quindi in tempo di pace non le serviva un grande esercito permanente per difendere un confine terrestre. Costruì invece una marina e diventò la principale potenza navale del mondo. Gli Stati Uniti si trovano tra due oceani, con vicini più deboli a nord e a sud. Non hanno mai dovuto tenere un grande esercito in patria per difendere i confini e hanno potuto proiettare la loro forza militare all'estero.

Da dove viene la parola

Il politologo svedese Rudolf Kjellén coniò la parola, «geopolitik» in svedese, nel 1899. Comparve in un articolo sui confini della Svezia uscito sulla rivista geografica Ymer. Kjellén era professore universitario e anche deputato conservatore al parlamento svedese. Vedeva lo Stato come un essere vivente plasmato dal territorio che occupava, un'idea che sviluppò nel libro del 1916 The State as a Life-Form. Coniò anche un'altra espressione che gli è sopravvissuta: «folkhemmet», la casa del popolo, che in seguito diventò lo slogan dei socialdemocratici svedesi, i suoi avversari politici.

Kjellén riprese il lavoro del geografo tedesco Friedrich Ratzel, che descriveva lo Stato come un organismo che ha bisogno di spazio per crescere. Il saggio di Ratzel del 1901 «Der Lebensraum» diede un nome a quell'idea: Lebensraum, «spazio vitale».

Karl Haushofer, un generale bavarese che era stato osservatore militare in Giappone, dopo la prima guerra mondiale diventò professore a Monaco e trasformò queste idee in una dottrina. Nel 1924 fondò una rivista di geopolitica. Lo stesso anno andò a trovare il suo ex allievo Rudolf Hess nel carcere di Landsberg, dove Hess era detenuto insieme ad Adolf Hitler. Attraverso Hess, le idee di Haushofer sul Lebensraum arrivarono ai vertici nazisti, che le usarono per giustificare la conquista dell'Europa orientale. Quanto Haushofer abbia davvero influenzato la politica nazista è ancora oggetto di dibattito.

La famiglia di Haushofer mostra quanto fosse intricata la vicenda. Sua moglie Martha era per metà ebrea secondo le leggi naziste, e Hess protesse la famiglia. Il figlio Albrecht entrò nella cerchia che preparò l'attentato a Hitler del 20 luglio 1944 e fu fucilato dalle SS a Berlino nell'aprile 1945. Nel marzo 1946 Karl e Martha Haushofer si tolsero la vita nella loro fattoria in Baviera.

Dopo il 1945 la parola «geopolitica» era così legata all'espansione nazista che per decenni le università occidentali la evitarono quasi del tutto.

La parola tornò nell'uso comune negli anni Settanta. Henry Kissinger, consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e poi segretario di Stato, la usava spesso per descrivere la politica dell'equilibrio di potenza e contribuì a riportarla in auge. Gli storici discutono ancora su quanto di questo ritorno sia merito suo.

Le teorie classiche

Mahan e il potere marittimo

Alfred Thayer Mahan, ufficiale della marina statunitense, pubblicò nel 1890 The Influence of Sea Power upon History. La sua tesi era semplice: chi controlla le rotte marittime controlla il commercio, e chi controlla il commercio vince le guerre. Il libro fu letto con attenzione in Gran Bretagna, in Germania e in Giappone, anche dal Kaiser Guglielmo II, e alimentò la corsa agli armamenti navali tra Gran Bretagna e Germania prima della prima guerra mondiale. Negli Stati Uniti Mahan influenzò Theodore Roosevelt nella sua spinta per una grande marina.

Mackinder e l'Heartland

Halford Mackinder, geografo britannico, tenne il 25 gennaio 1904 alla Royal Geographical Society una conferenza intitolata «The Geographical Pivot of History» (Il perno geografico della storia). Mackinder sosteneva che l'interno dell'Eurasia, che chiamò area perno e più tardi Heartland, fosse il centro strategico del mondo. Grazie alle ferrovie, una potenza terrestre che lo controllasse avrebbe potuto spostare eserciti più in fretta di quanto una potenza marittima potesse spostare navi lungo le coste. Nel libro del 1919 Democratic Ideals and Reality, scritto come consiglio ai negoziatori della pace di Parigi, riassunse l'idea in tre righe:

Chi governa l'Europa orientale comanda l'Heartland:
Chi governa l'Heartland comanda l'Isola-Mondo:
Chi governa l'Isola-Mondo comanda il Mondo.

Mackinder non usò mai la parola «geopolitica». E non era solo un teorico da scrivania: nel 1899 guidò la prima ascensione documentata del monte Kenya, poi diresse la London School of Economics e sedette nel parlamento britannico.

La carta di Mackinder del 1904 che divide il mondo in un'«area perno» al centro dell'Eurasia, una mezzaluna interna che la circonda e una mezzaluna esterna di isole e continenti
La carta di Halford Mackinder da The Geographical Pivot of History, 1904. Pubblico dominio.

Spykman e il Rimland

Nicholas Spykman, politologo olandese naturalizzato statunitense che insegnava a Yale, non era d'accordo con Mackinder. Secondo Spykman contava di più la fascia costiera dell'Eurasia, che chiamò Rimland, rispetto all'interno, e chi controllava il Rimland avrebbe controllato l'accesso sia all'Heartland sia agli oceani del mondo. Spykman morì nel 1943; il suo libro The Geography of the Peace uscì postumo nel 1944. Le sue idee confluirono nella strategia statunitense del contenimento durante la guerra fredda, che circondò l'Unione Sovietica di alleanze e basi lungo i margini dell'Eurasia.

Le idee che spiegano gran parte delle notizie

Colli di bottiglia

Un collo di bottiglia è un passaggio stretto da cui le navi devono per forza transitare. Circa un quinto del petrolio mondiale passava dallo stretto di Hormuz prima che l'Iran lo chiudesse il 28 febbraio 2026. La maggior parte del petrolio importato dalla Cina arriva attraverso lo stretto di Malacca, uno stretto lontano dalla Cina che la sua marina non può proteggere facilmente. Prima degli attacchi degli Houthi alle navi nel Mar Rosso, dal canale di Suez passava circa il 12% del commercio mondiale. Per questo, quando la portacontainer Ever Given vi rimase incagliata per sei giorni nel marzo 2021, centinaia di navi si misero in fila ai due ingressi. La mappa dei colli di bottiglia mostra quali sono aperti, ostacolati o chiusi.

Equilibrio di potenza

L'equilibrio di potenza è l'idea che, quando un paese diventa abbastanza forte da dominare gli altri, questi formano una coalizione per fermarlo. Spiega perché gli Stati europei hanno continuato a coalizzarsi contro la potenza più forte del momento: la Spagna degli Asburgo, poi la Francia di Luigi XIV e di Napoleone, poi la Germania.

Il dilemma della sicurezza

Il dilemma della sicurezza è la trappola in cui la difesa di un paese sembra una minaccia agli occhi del vicino. Quando una parte costruisce più armi o entra in un'alleanza per proteggersi, l'altra si sente meno sicura e si arma a sua volta. Alla fine entrambe stanno peggio.

Stati cuscinetto e sfere d'influenza

Uno Stato cuscinetto è un piccolo paese che resta tra due potenze più grandi, così che queste non abbiano un confine diretto in comune. Una sfera d'influenza è un'area in cui una grande potenza controlla le alleanze e il commercio di altri paesi senza governarli formalmente. Il modo in cui la Russia vede l'Ucraina e gli ex Stati sovietici rientra in entrambi i concetti.

Soft power

Joseph Nye, politologo di Harvard, coniò nel 1990 l'espressione «soft power» per descrivere la capacità di un paese di influenzare gli altri attraverso l'attrazione, per esempio con la cultura, l'istruzione e i valori politici, invece che con la forza o con il denaro.

Deterrenza

La mutua distruzione assicurata è la condizione in cui entrambe le parti di uno scontro nucleare possono distruggersi a vicenda anche dopo aver subito un primo attacco. Molti storici la considerano il motivo principale per cui dal 1945 le grandi potenze non si sono più combattute in una guerra su vasta scala.

Risorse e dipendenza

I paesi che controllano una risorsa critica hanno una leva su chi ne ha bisogno. La Cina raffina la maggior parte delle terre rare del mondo, i minerali usati nell'elettronica, nei missili e nelle auto elettriche. Nel 2025 la Cina ha cominciato a chiedere licenze di esportazione per le terre rare pesanti e per i magneti che se ne ricavano, e nel giro di due mesi le sue esportazioni di magneti sono calate del 76%. Le pagine sulle risorse strategiche mostrano chi estrae, raffina e compra undici di questi materiali.

Alleanze

Le alleanze formali come la NATO impegnano i paesi a difendersi a vicenda, e questo rende più costoso attaccare uno qualsiasi dei membri. Chi si allea con chi, e chi resta fuori, condiziona quasi ogni conflitto.

Geopolitica, relazioni internazionali e politica estera

Che cosa studia Domanda tipica
Geopolitica Come la geografia, le risorse e il potere influenzano gli interessi e le rivalità degli Stati Perché la Cina tiene così tanto a Taiwan e al Mar Cinese Meridionale?
Relazioni internazionali La disciplina accademica che studia come interagiscono Stati, istituzioni e altri attori, compresi diritto, diplomazia, commercio e teorie come il realismo e il liberalismo Perché i paesi cooperano all'ONU o nell'OMC?
Politica estera Ciò che un governo decide di fare all'estero La Germania dovrebbe mandare carri armati all'Ucraina?

La geopolitica è una lente all'interno del campo più ampio delle relazioni internazionali, ed è vicina soprattutto alla scuola «realista», associata a pensatori come Hans Morgenthau e, molto prima, Tucidide, lo storico ateniese. Nel suo racconto della guerra del Peloponneso, gli inviati ateniesi dicono agli abitanti della piccola isola di Melo che «i forti fanno ciò che possono e i deboli subiscono ciò che devono». Oggi la parola «geopolitica» si usa anche in senso più largo, soprattutto nelle notizie economiche, per indicare qualsiasi questione internazionale con una posta in gioco alta («rischio geopolitico»).

La geopolitica nel 2026: quattro esempi

Lo stretto di Hormuz e la guerra del 2026 con l'Iran

L'Iran ha chiuso lo stretto di Hormuz il 28 febbraio 2026. Fino a quel giorno ci passava circa un quinto del petrolio mondiale. La chiusura ha colpito subito tutti i paesi che dipendono dal petrolio e dal gas del Golfo. A ottobre 2026 le petroliere attraversavano di nuovo lo stretto sotto la protezione della marina statunitense, mentre l'Iran continuava ad attaccare le navi. Puoi vedere quali paesi dipendono di più da Hormuz e leggere perché è così difficile riaprire lo stretto. Nel punto più stretto è largo solo 39 km, quindi l'Iran può minacciarlo dalla propria costa.

Taiwan e i chip

TSMC produce circa il 90% dei semiconduttori più avanzati del mondo, su un'isola a circa 130 km dalla Cina continentale. Se una guerra o un blocco navale fermassero la produzione di chip di Taiwan, i produttori di telefoni, le case automobilistiche e le aziende di intelligenza artificiale di tutto il mondo resterebbero a corto di chip nel giro di pochi mesi. La geografia dello stretto di Taiwan e la concentrazione della produzione di chip su un'unica isola ne fanno uno dei problemi geopolitici con la posta in gioco più alta al mondo. Per approfondire: Perché i chip del mondo si fanno a Taiwan, Come sarebbe un'invasione cinese di Taiwan?.

Russia e Ucraina

La stessa pianura che spiega l'insicurezza storica della Russia spiega anche la guerra in Ucraina. L'Ucraina si trova sulle stesse pianure aperte, a sud-ovest di Mosca, ed era il più grande Stato cuscinetto tra la Russia e la NATO. Quando nel 1994 accettò di rinunciare al terzo arsenale nucleare del mondo, l'Ucraina rinunciò al suo deterrente più forte in cambio di garanzie di sicurezza che non hanno fermato la Russia né nel 2014 né nel 2022.

Minerali critici e terre rare

La Cina controlla la maggior parte della raffinazione mondiale delle terre rare, e questo le dà una leva sulle catene di approvvigionamento dell'elettronica, dei veicoli elettrici e delle armi avanzate. Altri paesi cercano di costruire alternative, ma servono anni per far crescere miniere e raffinerie. La Cina ha grandi giacimenti, ma il suo vero vantaggio è la raffinazione, che ha sviluppato nel corso di decenni con il sostegno dello Stato, mentre gli altri paesi le lasciavano il lavoro sporco. Vedi la pagina sulle terre rare.

I limiti della geopolitica

La geografia pone dei limiti, ma le decisioni le prendono le persone. Corea del Nord e Corea del Sud condividono la stessa penisola, con le stesse montagne e le stesse coste. Intorno al 1960 la Corea del Sud era ancora più povera del Ghana. Oggi è una delle maggiori economie del mondo, mentre la Corea del Nord è tra i paesi più poveri. Il divario tra le due Coree nasce dai leader, dalle istituzioni e dalle scelte.

La geopolitica è stata usata anche per giustificare conquiste. Haushofer e i nazisti trasformarono il concetto di Lebensraum di Ratzel in un argomento per invadere l'Europa orientale. Qualsiasi schema che sostenga che la geografia determina il destino di un paese può essere distorto fino a presentare l'espansione come naturale e inevitabile.

Infine, la geopolitica può avere uno sguardo troppo stretto. Tende a dare poco peso alle idee, all'ideologia, alla religione, all'economia e al ruolo dei singoli leader. I buoni analisti la usano come una lente tra le altre.

Come imparare la geopolitica

La guida passo per passo Come imparare la geopolitica traccia un percorso completo, dalle carte geografiche ai libri fino alla lettura quotidiana. Un buon punto di partenza gratuito è il quiz di geografia mondiale, perché la geopolitica ha più senso quando sai dove si trovano le cose. Nella sezione World trovi schede dei paesi, classifiche e mappe delle risorse da consultare con calma. Se preferisci imparare sul telefono, c'è un confronto a parte delle app che vale la pena provare.

Il corso Geopolitics Foundations (Fondamenti di geopolitica) di Orbis trasforma le idee di questa pagina in 12 lezioni brevi, da «What Is Geopolitics?» (Che cos'è la geopolitica?) e «Geography as Destiny» (La geografia come destino) fino a «The Eight Chokepoints» (Gli otto colli di bottiglia), «The Balance of Power» (L'equilibrio di potenza), «Nuclear Deterrence and MAD» (La deterrenza nucleare e la mutua distruzione assicurata) e «How Wars Start» (Come iniziano le guerre).

Domande frequenti

Cos'è la geopolitica in parole semplici?

La geopolitica studia come la geografia, cioè dove si trovano montagne, oceani, confini e risorse, influenza il potere dei paesi e le decisioni che prendono. Aiuta a capire perché i paesi si contendono certi territori, perché alcuni sono più forti di altri e perché la posizione conta nella politica mondiale.

Chi ha inventato la parola geopolitica?

Il politologo svedese Rudolf Kjellén coniò il termine «geopolitik» nel 1899, in un articolo sui confini politici della Svezia. Riprese le idee del geografo tedesco Friedrich Ratzel, che aveva descritto lo Stato come un organismo che ha bisogno di spazio per crescere.

Che differenza c'è tra geopolitica e relazioni internazionali?

La geopolitica si concentra in modo specifico su come la geografia e le risorse fisiche influenzano gli interessi e le rivalità degli Stati. Le relazioni internazionali sono la disciplina accademica più ampia, che studia tutti gli aspetti dei rapporti tra Stati, tra cui la diplomazia, il diritto internazionale, il commercio e istituzioni come le Nazioni Unite. La geopolitica è una delle lenti delle relazioni internazionali, ed è la più vicina alla scuola realista.

La geopolitica è una scienza?

La geopolitica non è una scienza come la fisica o la chimica. Non produce leggi che prevedono i risultati in modo affidabile. È uno schema di analisi: individua le pressioni e i vincoli geografici che influenzano ciò che fanno i paesi, ma non può tenere conto di ogni variabile, soprattutto delle decisioni umane, dell'ideologia e del caso.

Perché la geopolitica è importante per le persone comuni?

La geopolitica incide sui prezzi del carburante e del cibo, sul lavoro e sulle borse. Quando nel 2026 l'Iran ha chiuso lo stretto di Hormuz, i prezzi del petrolio sono saliti in tutto il mondo e il carburante è rincarato nella maggior parte dei paesi. Quando si interrompono le catene di approvvigionamento delle terre rare o dei semiconduttori, ne risente il prezzo di telefoni, auto ed elettronica. Capire la geopolitica ti aiuta a capire perché succedono queste cose.

Quali sono alcuni esempi di geopolitica oggi?

Quattro grandi esempi nel 2026: l'Iran che chiude lo stretto di Hormuz e sconvolge le forniture mondiali di petrolio; il rischio di un conflitto per Taiwan, dove TSMC produce circa il 90% dei chip più avanzati del mondo; la guerra della Russia in Ucraina, dovuta in parte alla vulnerabilità della pianura nordeuropea; e il predominio della Cina nella raffinazione delle terre rare, che le dà una leva sulle catene di approvvigionamento tecnologiche di tutto il mondo.

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